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Vitigno a bacca bianca · Bianco secco, Spumante

Clairette

Vitigno meridionale molto antico, la clairette è la protagonista insolita della Clairette de Die, dove però si eclissa davanti al moscato. Poco acida, dà bianchi rotondi e fruttati, dal discreto bouquet di mela e fiori bianchi.

Corpo
Medio
Acidità
Bassa
Aromi
melafiori bianchi

Il profilo aromatico

Poco acida e piuttosto neutra, la clairette sviluppa un discreto bouquet di mela e fiori bianchi. È un vitigno il cui stile dipende molto dal terroir e dal metodo di elaborazione: tranquillo e rotondo in Linguadoca, oppure base di un vino spumante a Die.

La struttura e il terroir

Originaria della valle dell'Hérault, forse fin dall'epoca romana, la clairette è un vitigno vigoroso e fertile, resistente alla siccità ma sensibile alla peronospora e agli acari. La sua maturazione tardiva (circa un mese dopo lo chasselas) impone di vendemmiare un po' presto per evitare l'amarezza. A lungo utilizzata come base del vermouth nella Linguadoca-Rossiglione, dà oggi le AOC Clairette du Languedoc (intorno ad Adissan, nell'Hérault) e Clairette de Bellegarde, oltre a una parte dei bianchi di Côtes-du-Rhône e dei rosati di Tavel.

A tavola e nel mondo

Curiosità della denominazione che porta il suo nome, la Clairette de Die è in realtà composta per almeno il 75% da moscato bianco a grani piccoli, con la clairette che interviene solo fino a un massimo del 25% — è il moscato a dare al vino il suo carattere dolce e frizzante. In Linguadoca, la clairette serve per bianchi secchi o amabili, fruttati e senza pretese, da servire all'aperitivo o su una cucina semplice del Midi.

Riferimenti

Origine: Valle dell'Hérault (Linguadoca), vitigno molto antico, forse di origine romana
Regioni principali: Clairette de Die, Clairette du Languedoc, Clairette de Bellegarde, Côtes-du-Rhône, Tavel
Abbinamenti: Aperitivo, Cucina del Midi, Pesci, Dessert alla frutta (Clairette de Die)
Fonte: Wikipédia — Clairette (cépage)