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Borgogna · Côte de Beaune · Solo rosso

Blagny — terroir, suoli e vitigni

Blagny è l’anomalia più elegante della Côte de Beaune: una denominazione comunale di solo rosso nel cuore del maggiore settore di bianchi del pianeta. La frazione è arroccata tra Meursault e Puligny-Montrachet e la regola è strettamente cromatica: sulle stesse parcelle il pinot noir dà Blagny, lo chardonnay Meursault o Puligny-Montrachet. Con 5,37 ettari dichiarati e 202 ettolitri annui è anche una delle denominazioni più rare di Borgogna.

Una denominazione che vale soltanto per il rosso

Occorre porre prima la regola, perché è controintuitiva: l’AOC Blagny indica soltanto vini rossi. La zona si estende su parte dei comuni di Meursault e Puligny-Montrachet, intorno alla frazione di Blagny, amministrativamente di Puligny-Montrachet. Su queste parcelle chi pianta pinot noir produce Blagny; se pianta chardonnay nel filare accanto produce Meursault o Puligny-Montrachet. La denominazione dipende quindi dal colore dell’uva, non dal suolo né dal comune.

La divisione è documentata climat per climat. Sul lato Meursault, i bianchi di La Jeunelotte, La Pièce-sous-le-Bois, Sous-le-Dos-d’Âne, Les Ravelles e Sous Blagny sono venduti come Meursault premier cru o Meursault «Blagny»; i rossi come Blagny premier cru. Sul lato Puligny, i tre climats intorno alla frazione — Hameau de Blagny, La Garenne e Sous le Puits — hanno un’altra particolarità: possono produrre solo puligny-montrachet bianco e blagny rosso, mai puligny-montrachet rosso. Una bottiglia rossa da queste vigne non può portare altro nome che Blagny.

La frazione: il punto alto del pendio dei bianchi

Blagny occupa la parte superiore del pendio, al margine del bosco, dove la Côte si raddrizza e si raffredda. Il punto culminante del settore, la Roche Dumay tra Blagny e Gamay, raggiunge 429 metri. I premiers crus circostanti sono tra i più alti della Côte dei bianchi, talvolta oltre 320 metri, quota che rende le vigne più fredde e tardive di quelle mediane.

Il paesaggio è strutturato da un importante incidente geologico: Mont-Rachet, horst incastrato tra due faglie, sporgenza di calcare chiaro compatto dolomitico del Bathoniano superiore, un tempo sfruttato in cave a sud-est di Blagny. Il rilievo stretto e boscoso sbarra il pendio fino a Meursault, da cui il nome Dos d’Âne, che ritorna nel climat Sous le Dos d’Ane. Blagny è dunque letteralmente dietro e sopra i grands crus: la frazione sovrasta il settore dei Montrachet, poche centinaia di metri sotto.

Il terroir: marne argoviane, dalle nacrée e oolite ferruginosa

Il sottosuolo si legge dall’alto in basso. In cima, sotto il bosco, affiorano calcari grossolani bianchi e beige detti di Fontaines, dell’Oxfordiano superiore e Kimmeridgiano inferiore. Subito sotto, sulle vigne a nord-ovest di Blagny — Trézin e Sous le Puits —, si trovano marne beige di Chagny, dette argoviane o marne di Pommard, dell’Oxfordiano medio. Lungo Blagny e fino a Gamay corre una fascia stretta di oolite ferruginosa, dal rosso caratteristico, anch’essa dell’Oxfordiano medio: attraversa La Garenne.

Il pendio di Blagny poggia invece sul calcare rossiccio detto «dalle nacrée», calcare di Dijon-Corton superiore del Calloviano inferiore, in particolare al Hameau de Blagny. La combinazione di marne e suoli bruni spiega la sopravvivenza del pinot noir: in Borgogna i suoli argilloso-calcarei chiamano chardonnay, quelli più marnosi e bruni si adattano al pinot noir. A Puligny, quasi interamente passato al bianco, sono proprio alcune parcelle intorno a Blagny a restare rosse. L’AOC Blagny è ciò che rimane, giuridicamente fissato, di una Borgogna rossa al 95 % nel XIX secolo.

Lo stile: un rosso d’altitudine

Il blagny è un vino d’altitudine e si sente. Più fresco e tardivo dei rossi classici della Côte de Beaune, si costruisce su frutti rossi ed energia acidula più che sulla potenza. Patrick Essa, tra i migliori conoscitori del settore, lo avvicina per freschezza e frutto ad alcuni crus del Nuiton, avvertendo però di non aspettarsi molta densità. Sous le Puits e Le Trézin sono particolarmente notevoli nelle annate calde.

La vinificazione segue gli usi della Côte: vendemmia selezionata e generalmente diraspata, fermentazione alcolica con estrazione per rimontaggi o follature, malolattica e dodici-ventiquattro mesi in botte o vasca prima di chiarifica, filtrazione e imbottigliamento. Si beve volentieri entro cinque-dieci anni, sul frutto e sulla tensione, e accompagna pollame arrosto o carni bianche più che selvaggina.

Una rarità estrema

I numeri raccontano la rarità: 5,37 ettari in produzione, di cui 4,79 premier cru, per 202 ettolitri annui, 174 in premier cru. A 133 bottiglie per ettolitro sono appena oltre ventiseimila bottiglie complessive. Rispetto ai 18 843 ettolitri di bianco del solo Meursault è un rivolo. Il paradosso è la zona delimitata molto più vasta: blagny potrebbe essere rivendicato su quasi 21 ettari del solo Puligny-Montrachet. Se l’impianto è tanto limitato è semplicemente perché lo chardonnay si vende molto meglio.

La denominazione nasce negli anni 1930 con la stessa serie di decreti di puligny-montrachet, montrachet, chevalier-montrachet e bâtard-montrachet, come quasi tutte le denominazioni borgognone. Blagny ne è il vestigio più fragile. La frazione conserva però il suo posto nella vita della Côte: con Puligny-Montrachet e Corpeau ha accolto la Saint-Vincent tournante il 19 e 20 marzo 2022. Per l’appassionato, blagny rimane uno dei modi più eleganti per entrare nel territorio viticolo più caro del mondo da una porta secondaria.

I vitigni di Blagny

Pinot noir →vitigno unico ed esclusivo dell’AOC Blagny — frutti rossi, freschezza, tannini fini

Cru e tenute emblematiche

Blagny 1er cru La Pièce sous le BoisBlagny 1er cru Sous le Dos d’AneBlagny 1er cru Sous le PuitsBlagny 1er cru La Garenne (Sur la Garenne)Blagny 1er cru Hameau de BlagnyBlagny 1er cru La JeunelotteBlagny 1er cru Sous Blagny
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Fonti: Wikipédia — Blagny (AOC) · Wikipédia — Puligny-montrachet (AOC) · Wikipédia — Meursault (AOC) · Patrick Essa, « Pour une Encyclopédie des vins de Bourgogne » — Des hommes et une terre : Blagny sur Meursault et Puligny (2018)