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Borgogna · Côte de Nuits · Rosso

Grands-Echezeaux — terroir, suoli e vitigni

Racchiuso tra il muro del Clos de Vougeot e l’immenso Echezeaux che lo circonda, il Grands-Echezeaux è quasi quattro volte più piccolo del vicino e infinitamente più costante. Mentre Echezeaux riunisce undici lieux-dits con altitudini ed esposizioni disparate, questo è un climat contiguo, dalla pendenza e dall’esposizione omogenee, che i cistercensi chiamavano già «Echezeaux Bas». È il paradosso delle due denominazioni vicine: qui «Grands» indica la qualità, non la superficie.

Un rettangolo di nove ettari contro il muro del Clos

Il Grands-Echezeaux occupa la parte bassa del versante di Flagey-Echézeaux, immediatamente a ovest del Clos de Vougeot, il cui muro lo delimita. Il grand cru Echezeaux lo prolunga e lo circonda sugli altri lati — Les Treux lo affianca a nord, Les Poulaillères e il cuore del cru lo sovrastano — così il Grands-Echezeaux si legge come un’enclave coerente in un insieme molto più eterogeneo. La superficie di 9,14 ettari rilevata da Monocépage lo colloca nell’ordine di grandezza del Musigny (10,86 ha) o del Chambertin escluso il Clos de Bèze (12,90 ha).

Come il Clos de Vougeot che lo prolunga verso il basso, presenta una pendenza molto debole, circa il 3-4 %, a un’altitudine di circa 260 metri: un’inclinazione insolita per un grand cru della Côte de Nuits, dove la maggior parte dei climats di rango equivalente è nettamente più ripida. È però esposto a est-sud-est, l’orientamento più favorevole del versante, che compensa ampiamente la planarità del terreno.

Il terroir: l’omogeneità come firma

È il punto che separa davvero le due denominazioni. Echezeaux aggrega undici lieux-dits molto diversi per altitudine e orientamento: il risultato è un grand cru a geometria variabile, la cui qualità dipende dalla parcella d’origine quanto dal viticoltore. Il Grands-Echezeaux è invece un climat unico, contiguo, dalla pendenza e dall’esposizione costanti. Tutte le vigne condividono la stessa situazione topografica.

Questa parte bassa del versante, allo sbocco della combe d’Orveaux, è anche un settore di suoli più profondi e argillosi rispetto alla parte alta del pendio, che dà al vino densità e ossatura più che vivacità. L’omogeneità del climat non significa quindi leggerezza: il grands-echezeaux è il più strutturato dei vini di Flagey e il più lento ad aprirsi.

Clima ed esposizione

Il clima è temperato con una lieve tendenza continentale, come su tutta la Côte de Nuits: inverni marcati, primavere umide e soggette a gelate, estati calde e spesso temporalesche. Il pinot noir matura in prima epoca, con un forte potenziale di accumulo degli zuccheri per un’acidità media, talvolta appena sufficiente a piena maturità.

L’esposizione est-sud-est del climat assicura un soleggiamento mattutino regolare e la debole pendenza è compensata da suoli che drenano correttamente. Il calendario delle vendemmie si è spostato come ovunque: nel 2003 alcune tenute della Côte hanno raccolto a metà agosto, un mese prima dell’uso, una precocità di cui gli archivi non conservavano traccia dal 1422 e dal 1865.

Lo stile dei vini e l’invecchiamento

Il grands-echezeaux è un vino saldo, talvolta duro in gioventù, meno apertamente generoso dell’echezeaux: Clive Coates lo nota esplicitamente, aggiungendo che richiede tempo e che le migliori cuvée valgono i migliori clos-vougeot. Per Allen Meadows un bel grands-echezeaux somiglia a un richebourg privato delle spezie asiatiche: quasi altrettanta potenza e muscolo, profondità, lunghezza e resistenza, ma non sempre la stessa ampiezza aromatica.

La conservazione segue questa struttura: cinque-quindici anni coprono l’essenziale della sua vita, una ventina nelle grandi annate. La vendemmia è manuale e selezionata, generalmente diraspata; l’affinamento dura classicamente da dodici a ventiquattro mesi. Jasper Morris sfuma la gerarchia con la necessaria franchezza: gli è capitato, nella stessa tenuta e nella stessa annata, di preferire l’echezeaux al grands-echezeaux. Il contrasto tra i due crus è dunque statistico, non meccanico.

Da «Echezeaux Bas» a quattordici proprietari

Prima della Rivoluzione, quando il climat apparteneva all’abbazia di Cîteaux, portava il nome di «Echezeaux Bas»: la topografia diceva già l’essenziale. Il settore degli Echezeaux era stato riunito dai monaci attraverso donazioni e scambi, sul modello del Clos de Vougeot, e figura nel Grand Atlas delle proprietà di Cîteaux (1718-1730). L’AOC nasce nel 1937, insieme a quella di Echezeaux.

Il frazionamento è reale ma senza confronto con quello del vicino. Nel rilevamento pubblicato dalla rivista Bourgogne Aujourd’hui nell’ottobre-novembre 2017 e ripreso da Monocépage, quattordici proprietari si dividevano il climat, largamente dominato dal Domaine de la Romanée-Conti con 3,53 ettari al centro, davanti a Mongeard-Mugneret (1,44 ha), Domaine d’Eugénie (0,50 ha), Joseph Drouhin (0,47 ha), Henri de Villamont (0,43 ha), Gros Frère et Sœur (0,37 ha) e Desaunay-Bissey (0,34 ha), poi una serie di parcelle inferiori a un terzo di ettaro. Una quindicina di proprietari per nove ettari, contro circa ottanta per i trentasei ettari di Echezeaux: ecco, in un confronto, la ragione della sua costanza. Poiché le parcelle cambiano di mano, la ripartizione vale soltanto per la data indicata.

I vitigni di Grands-Echezeaux

Pinot noir →vitigno unico — vini colorati, ricchi, moderatamente tannici e longevi

Cru e tenute emblematiche

Domaine de la Romanée-Conti (la plus grande parcelle, au centre du climat)Domaine Mongeard-MugneretDomaine d'EugénieMaison Joseph DrouhinDomaine Gros Frère et SœurDomaine Georges Noëllat
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Fonti: Wikipédia FR — Grands-échezeaux (AOC grand cru) : surface en production et volume BIVB, rendement INAO, durée de garde, historique · Monocépage — GC Grands Echézeaux et Echézeaux : superficie du climat, pente et altitude, exposition, « Echezeaux Bas », propriétaires 2017, avis de Meadows, Morris et Coates · Wikipédia FR — Clos-vougeot (AOC grand cru) : voisinage immédiat et comparaison des surfaces des grands crus de la Côte de Nuits