Da distinguere: tre Romanée vicine e diverse
È la confusione più frequente del vigneto borgognone e merita di essere chiarita subito. La Romanée non è la Romanée-Conti: sono due denominazioni grand cru distinte, separate da un sentiero, coltivate da due proprietari diversi; la Romanée-Conti (1,8 ha) è il monopole del Domaine de la Romanée-Conti, La Romanée (0,845 ha) quello del Domaine du Comte Liger-Belair. La Romanée si trova a monte, sopra la vicina sul versante.
Non è neppure la Romanée-Saint-Vivant, terza denominazione a portare questo nome nello stesso comune: quest'ultima è nettamente più estesa, suddivisa fra diversi proprietari e situata molto più in basso sul pendio, fino ai dintorni del villaggio. Le sue formazioni geologiche non sono del resto quelle degli altri grands crus di Vosne. Tre nomi vicini, tre terroirs, tre assetti proprietari: l'etichetta dice esattamente quello che dice.
Una fascia di pendio di meno di un ettaro
La Romanée si inserisce in un rettangolo stretto nel cuore del versante di Vosne-Romanée. Confina a valle, a est, con la Romanée-Conti; a monte, a ovest, con il premier cru Aux Reignots; a sud con La Grande Rue; a nord con Richebourg. Il sentiero che la separa dalla Romanée-Conti porta del resto un nome che ha a lungo designato il climat stesso: «Au Sentier du Prêtre».
Esposta a est come la maggior parte dei grands crus della Côte de Nuits, si distribuisce fra 268 e 280 metri di altitudine, una dozzina di metri di dislivello su una pendenza continua e marcata, nell'ordine del 10-12 % secondo le rilevazioni, al confine fra pendenza moderata e forte. È nettamente più inclinata della Romanée-Conti, che presenta soltanto circa il 7 %.
Il terroir: poca terra sul calcare di Prémeaux
Su una superficie così ridotta, la geologia si riassume in due formazioni: calcare argilloso nella parte inferiore del climat, calcare di Prémeaux nella parte superiore. Jean-François Bazin riassume il suolo in poche parole: una rendzina poggiata sul calcare di Prémeaux e sull'oolite, con un suolo bruno calcareo in alto; poca terra, pietrosa.
Il confronto con la vicina è illuminante. Clive Coates descrive una struttura del suolo simile a quella della Romanée-Conti, una miscela fine di sabbia e argilla, povera di sabbia e mescolata a pietre, su un calcare di Prémeaux friabile, ma con una profondità di terreno nettamente inferiore e una minore quota di argilla. Più pendenza, meno terra, più pietra: la differenza di stile fra i due cru si legge anzitutto in questa magrezza.
Clima ed esposizione
Il clima è quello della Côte de Nuits, temperato a lieve tendenza continentale: inverni netti, primavere umide e soggette al gelo, estati calde punteggiate da temporali. Il pinot noir vi matura in prima epoca e il disciplinare impone una maturità minima corrispondente all'11,5 % di alcol potenziale, oltre a una densità di impianto di almeno 9 000 ceppi per ettaro.
L'esposizione pienamente orientale e la pendenza pronunciata danno al climat una rapida asciugatura e un netto riscaldamento mattutino. Il rovescio di questa magrezza è una maggiore sensibilità allo stress idrico nelle annate asciutte e volumi che rimangono comunque minuscoli: meno di quattromila bottiglie all'anno per l'intero mercato mondiale.
Lo stile dei vini
La tradizione borgognona colloca La Romanée immediatamente accanto alla vicina. Camille Rodier la diceva «un poco più corposa e virile della Romanée-Conti, con la stessa suprema eleganza». Remington Norman e Charles Taylor la descrivono come insieme potente e delicata, profonda, dai tannini setosi e dal finale lungo.
Thierry Mantoux ne dettaglia il registro aromatico: un palato molto elegante e carnoso, di grande persistenza, su ciliegia, bacche nere, ribes nero e mora, spezie e sottobosco; con l'età compaiono note candite, cuoio e aromi dell'affinamento. È un vino da lungo invecchiamento e la potenza va di pari passo con il volume, il che spiega perché i degustatori ne evochino spesso la ricchezza più della finezza immediata.
Sei parcelle, un generale e due secoli di Liger-Belair
Il climat non ha sempre portato questo nome. Compare negli archivi con le designazioni successive «Es Échanges» (1602), «Es Échanges, Au Sentier du Prêtre» (1664), «Au Sentier du Prêtre» e «Au-dessus de la Romanée» (1769), poi «Échanges» (1771); un documento ufficiale del 1790 parla per la prima volta di due di questi appezzamenti come «En La Romanée». Il climat era allora composto da sei piccoli appezzamenti di proprietari diversi, uno dei quali appartenente ai cistercensi, la cui vendemmia confluiva probabilmente in parte in cuvée vendute con il nome Richebourg.
Il nome Liger-Belair compare nel 1815, quando il generale conte Louis Liger-Belair sposa Claire-Cécile Basire, vedova di un altro generale proprietario di belle vigne a Vosne. Dal 1815 al 1826 riacquista uno a uno i sei appezzamenti, la «Gauthier» nel 1818, la «Gillot» nel 1820, la «Lamy de Samerey», la vigna dei Padri dell'Oratorio di Digione, gli appezzamenti «Royer» e «Ménétrier» nel 1826, fino a ricostituire un monopole; l'insieme è registrato al catasto come un unico appezzamento con il nome La Romanée già nel 1827.
Dall’asta del 1933 al ritorno della tenuta
Il patrimonio familiare viene smembrato nel 1933: dopo la morte del conte Henri Liger-Belair nel 1924 e della vedova nel 1931, poiché la legge imponeva che tutti gli eredi fossero maggiorenni per regolare una successione e due dei dieci figli erano minorenni, le vigne vengono vendute all'asta giudiziaria nel municipio di Vosne-Romanée il 31 agosto 1933, La Tâche de Bévy come La Romanée. È uno dei figli, Just Liger-Belair, allora ventinovenne e vicario a Digione, a riacquistare La Romanée all'asta, contro René Engel.
Il climat rimane poi coltivato a mezzadria per quasi settant'anni: prima dalla famiglia Michaudet, poi dall'inizio degli anni 1950 dai Forey, per tre generazioni, mentre la quota del proprietario viene commercializzata dal négoce, da ultimo da Bouchard Père et Fils. Il Domaine du Comte Liger-Belair, rifondato da Louis-Michel Liger-Belair, riprende la conduzione diretta delle vigne familiari dal 2000 e integra La Romanée nel 2002. Wikipedia colloca invece l'inizio di questa ripresa progressiva nel 1991, alla morte del canonico Just: la cronologia precisa della transizione varia secondo le fonti.
