Carménère
A lungo creduto scomparso, il carménère è un vitigno bordolese che la fillossera aveva quasi cancellato dalla mappa nell'Ottocento. Riscoperto per caso in Cile nel 1991, ne è diventato il vitigno simbolo, avviando al contempo un timido ritorno nel Libournese.
Il profilo aromatico
Il carménère dà un vino molto colorato e ricco, adatto all'invecchiamento, che si confonde facilmente con il merlot a cui somiglia molto. Assemblato con altri vitigni, apporta brillantezza, rotondità e carattere; vinificato in purezza, rivela una materia densa su frutta nera matura.
La storia e il terroir
Originario del Bordolese, il carménère appartiene alla famiglia dei «carmenet», come il cabernet sauvignon, il cabernet franc, il merlot o il sauvignon. Analisi genetiche condotte nel 2009 hanno dimostrato che deriva da un antico incrocio tra il gros cabernet e il cabernet franc. La fillossera dell'Ottocento ha distrutto le sue parcelle bordolesi; reimpiantato su portainnesto, perde in resa e diventa molto sensibile alla colatura, tanto da essere progressivamente abbandonato. Nel 1991, un enologo francese, Claude Valat, identifica in Cile, nella tenuta Carmen, un ceppo di vite diverso in mezzo a piante di merlot: le analisi del DNA confermano che si tratta di carménère, che si credeva scomparso.
A tavola e nel mondo
Il carménère è oggi la varietà emblematica del Cile, dove è stato distinto dal merlot solo negli anni '90. Lo si trova anche in Argentina, in California e nel nord Italia, in particolare in Trentino. In Francia, nuovi impianti riappaiono dagli anni '90 nel vigneto del Libournese e in alcune proprietà del Médoc, come i châteaux Brane-Cantenac o Clerc Milon, dove accompagna in modo notevole il merlot e il cabernet sauvignon.
Riferimenti
Dove degustare il Carménère?
Questo vitigno entra nell'uvaggio di queste denominazioni:
Bouteilles de Carménère en vente
47 annonce(s) entre particuliers en ce moment — à partir de 19 €
Voir toutes les annonces Carménère →