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Borgogna · Côte Chalonnaise · Bianco secco

Bouzeron — terroir, suoli e vitigni

Bouzeron è un’eccezione in tutta la Borgogna: l’unica denominazione villages dedicata all’aligoté. Su una sessantina di ettari di pendii marnosi raccolti in una valle stretta a due chilometri da Chagny, un vitigno solitamente relegato al bourgogne generico viene coltivato esclusivamente in pendenza, in una selezione detta «aligoté doré», e dà un bianco vivace, salino e sorprendentemente fine.

Una valle discreta alla porta nord della Côte chalonnaise

La denominazione occupa due comuni della Saône-et-Loire, Bouzeron e Chassey-le-Camp, circa diciotto chilometri a nord-ovest di Chalon-sur-Saône e due a ovest di Chagny. Siamo nell’estremo nord della Côte chalonnaise, all’immediato confine con la Côte de Beaune: Chagny è la città di frontiera e Santenay dista soltanto pochi chilometri. Questa vicinanza non è secondaria: spiega il livello di esigenza viticola della piccola valle.

La Côte chalonnaise non è infatti la Côte d’Or. Dove la Côte de Beaune si allinea in un lungo nastro continuo esposto a est, la Côte chalonnaise è frammentata, tagliata da valli trasversali, con pendii orientati in tutte le direzioni e altitudini globalmente maggiori. Bouzeron ne è l’illustrazione perfetta: una valle perpendicolare, due versanti che si fronteggiano, un vigneto dalla pendenza sostenuta che non ha mai conquistato la pianura.

Il terroir: marne dell’Oxfordiano su basamento giurassico

La geologia della valle di Bouzeron si legge come una sezione. Il fondovalle è fatto di calcari duri; uscendo da Chagny si attraversa un breve passaggio di marne, poi i livelli di base del Rauraciano, facies calcarea dell’Oxfordiano: calcari oolitici e ghiaiosi con alcune intercalazioni di noduli silicei. Una faglia li mette a contatto con le formazioni del Calloviano, tra cui la celebre Dalle nacrée, poi, sotto, con gli strati molto spessi del Bathoniano superiore.

Sono però le marne a fare il vino. I due pendii che racchiudono la valle presentano banchi di marne intercalati, affioranti sul margine della Côte: queste marne argoviane, facies marnosa dell’Oxfordiano, ospitano quasi tutto il vigneto. I terreni sono argilloso-calcarei, la pendenza mediamente sostenuta e il drenaggio naturale limita il vigore di un aligoté noto per la produttività. Tutta la logica della denominazione è qui: togliere l’aligoté dai ricchi suoli di pianura per riportarlo sul pendio, proprio come si farebbe con uno chardonnay village.

Clima: temperato a tendenza continentale, sotto la bise

Bouzeron ha un clima temperato con lieve tendenza continentale: estati calde, inverni freddi, marcata escursione tra le stagioni. Le precipitazioni sono irregolari durante l’anno e maggio è il mese più piovoso. La bise, vento freddo e secco di nord-est, soffia per una parte dell’anno e risana il fogliame: un vantaggio per un vitigno sensibile alla peronospora e alla muffa grigia.

Le gelate tardive che fanno tremare tutta la Borgogna rimangono globalmente poco frequenti nel vigneto, anche se alcuni lieux-dits sono identificati come soggetti al gelo. In estate possono invece abbattersi sulla valle violenti temporali, talvolta con grandine. Le altitudini un po’ più elevate della Côte chalonnaise e le esposizioni varie della valle trasversale allungano il ciclo e preservano l’acidità, proprio ciò che serve all’aligoté per rimanere teso senza essere magro.

L’aligoté doré: il cuore della denominazione

L’aligoté è un vecchio borgognone: le analisi del DNA hanno mostrato che condivide la linea dello chardonnay, entrambi derivati dall’incrocio naturale tra gouais blanc e pinot noir. A lungo piantato in buona posizione sui pendii di Meursault o Pernand-Vergelesses, è stato soppiantato dallo chardonnay e relegato alle terre piatte e ricche, dove dà l’abbondante bourgogne aligoté che ne ha costruito la fama di aperitivo acido. Bouzeron ha percorso la strada inversa.

La chiave si chiama aligoté doré. Dal 1973 Aubert e Pamela de Villaine hanno selezionato nelle vecchissime vigne del paese i ceppi detti «dorés», la cui buccia, più sottile di quella dell’aligoté «vert», assume una tinta dorata a maturità, meno produttivi e nettamente più fini. È questo biotipo a essere stato consacrato dalla denominazione. Bouzeron è così l’unico paese della Borgogna dove l’aligoté viene coltivato esclusivamente sul pendio e l’unico a portarne il nome su un’etichetta di livello villages.

Lo stile dei vini e la tavola

Il colore è oro pallido. Il naso gioca su acacia e fiori bianchi, limone, nocciola, con note minerali schiette. Il sorso è vivace ma rotondo, invitante, senza l’asprezza verde attribuita di solito al vitigno: è il beneficio del pendio marnoso, della selezione dorée e delle rese contenute. Anche la vendemmia verde è sempre più praticata nella denominazione con questo scopo.

Servito tra 9 e 11 °C all’aperitivo, un po’ più caldo a tavola, il bouzeron accompagna ostriche e crostacei, ma anche vitello, pollame, jambon persillé e formaggi caprini o comté. Si beve volentieri giovane per la tensione, ma vecchie vigne e affinamenti curati ricompensano la pazienza: l’aligoté di Bouzeron sa invecchiare, cosa che pochi bevitori sospettano ancora.

Da «Bourgogne aligoté de Bouzeron» a Bouzeron

Le prime vigne del paese sarebbero state piantate dai monaci dell’abbazia di Cluny; nel XIII secolo una cappella occupata da religiosi produceva già vino e da allora il lieu-dit si chiama l’Hermitage. Già nel XVIII secolo l’abate Claude Courtépée, nella Description du duché de Bourgogne, elogia l’aligoté di Bouzeron, segno di una reputazione antica e legata al solo vitigno.

La storia moderna è più breve. Nel 1974 tre viticoltori del paese — Chanzy, Chemorin e Cogny — avviano il percorso che porta nel 1979 al riconoscimento di un «Bourgogne aligoté de Bouzeron» distinto dal bourgogne aligoté generico; le vigne di pianura vengono allora abbandonate per i pendii. La battaglia per lo status villages viene poi portata avanti da Aubert de Villaine, anche comproprietario del Domaine de la Romanée-Conti, e si conclude alla fine degli anni 1990: Bouzeron diventa la quinta denominazione della Côte chalonnaise e l’unica AOC comunale francese riservata all’aligoté. Oggi la rivendicano diciassette aziende.

I vitigni di Bouzeron

Aligoté →vitigno unico — qui coltivato nel biotipo detto «doré», dalla buccia più sottile e dalla resa più bassa dell’aligoté «vert» — 100 %

Cru e tenute emblematiche

Domaine A. et P. de VillaineDomaine ChanzyDomaine ChemorinDomaine CruchandeauLieu-dit l'Hermitage
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Fonti: Wikipédia — Bouzeron (AOC) · Domaine A. et P. de Villaine — Aligoté in Bouzeron