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Borgogna · Côte de Beaune · Rosso e bianco

Côte de Beaune — terroir, suoli e vitigni

È una delle denominazioni meno comprese di tutta la Borgogna. «Côte de Beaune» non indica la metà sud del vigneto della Côte-d'Or: è una minuscola denominazione comunale, una trentina di ettari, prodotta nel solo comune di Beaune, nella parte più alta della Montagne de Beaune, sul balcone appena sopra i premiers crus. Non ha nulla a che vedere con l'AOC Côte de Beaune-Villages, che è tutt'altra cosa.

Una denominazione comunale e nient’altro

Va detto subito, perché è l'origine di ogni confusione: il «vigneto della Côte de Beaune» indica la metà meridionale della Côte-d'Or, da Ladoix-Serrigny ai Maranges, con le sue venti e più denominazioni comunali. L'AOC «Côte de Beaune» è invece una denominazione Village come Volnay o Monthélie, prodotta esclusivamente nel territorio del comune di Beaune. È il BIVB a precisarlo senza ambiguità sulla scheda ufficiale: comune di produzione, Beaune; e «non deve essere confusa con la denominazione Côte de Beaune-Villages, che è diversa».

L'area è del resto minuscola alla scala borgognona: 13,04 ettari in rosso e 17,34 in bianco nel 2022, per una vendemmia media di circa 400 ettolitri di rosso e 459 di bianco nel periodo 2017-2021. In altre parole, una trentina di ettari complessivi, meno di molti climats premier cru, e una produzione poco diffusa che si incontra raramente in negozio. È proprio questo a farne una curiosità per l'appassionato.

Il terroir: il balcone della Montagne de Beaune

Il vigneto occupa le parti alte della Montagne de Beaune, sul balcone appena sopra i premiers crus della denominazione Beaune. Qui ci troviamo fra 300 e 370 metri di altitudine, sensibilmente più in alto del cuore della Côte: è questa posizione panoramica, sopra la cintura nobile del pendio, a spiegare l'esistenza stessa di una denominazione distinta. Dall'istituzione nel 1936 delle due denominazioni di Beaune, la parte più elevata del territorio è classificata Côte de Beaune, mentre le parti basse e mediane rimangono Beaune e Beaune premier cru.

I suoli sono bruni calcarei e calcici, sviluppati su calcari oolitici e sulle formazioni del Rauraciano, l'antico nome, ancora utilizzato in Borgogna, dei calcari dell'Oxfordiano superiore del Giurassico. Questi terroirs sono apprezzati al punto che uno dei vigneti sperimentali borgognoni, dedicato alle scienze della vite, è installato al Mont Battois, uno dei climats della denominazione. Gli altri lieux-dits che possono figurare in etichetta sono Dessus des Marconnets, La Grande Châtelaine, Les Mondes Rondes, Les Monsnières, Les Pierres Blanches e Les Topes Bizot.

Altitudine, esposizione e clima

L'altitudine è il parametro determinante. A 300-370 metri si accumulano alcuni gradi-giorno in meno che sul pendio dei premiers crus, traducendosi in maturazioni un poco più tardive, acidità meglio conservate e un carattere più fresco. In un contesto di riscaldamento in cui la Côte de Beaune acquisisce caratteristiche termiche sempre più meridionali, queste parti alte dei versanti, a lungo considerate marginali, acquistano interesse: un fenomeno osservabile ovunque nell'arrière-côte borgognona.

Il clima generale è quello della Borgogna viticola: temperato oceanico a lieve tendenza continentale, con piogge distribuite durante tutto l'anno, inverni freddi ed estati calde punteggiate da temporali. Il gelo primaverile rimane la minaccia principale, poiché pinot noir e chardonnay germogliano presto. La proporzione dei colori è del resto cambiata: storicamente descritta dal BIVB come produttrice di due terzi di rosso per un terzo di bianco, oggi la denominazione conta più superficie a chardonnay che a pinot noir, un ribaltamento rivelatore dell'attuale interesse per i bianchi della Côte.

Lo stile dei vini

Il rosso ha una stretta parentela con i beaune, di cui è in qualche modo il vicino del piano di sopra. Colore rubino schietto, leggermente sfumato di riflessi malva; naso molto diretto sui piccoli frutti rossi, ma anche su accenti animali, di humus e sottobosco; palato rotondo e lusinghiero, sostenuto da una bella acidità che gli permette di prendere un poco d'età. La masticabilità è più saporita che severa, la consistenza piacevole e salda. Servito fra 15 e 16 °C, accompagna arrosti di maiale e manzo, vitello brasato, soumaintrain, munster o chaource.

Il bianco suona tutta la partitura dello chardonnay borgognone: colore oro intenso, vivace e brillante; aromi di agrumi ed erba fresca; palato rotondo e morbido, ben sostenuto dall'acidità, con un tocco minerale e un finale spesso sulla nocciola. Si serve fra 12 e 13 °C con pollame in salsa bianca, pasta e risotti ai frutti di mare, pesce in camicia o al vapore, oppure formaggi come comté, beaufort e caprini.

Da distinguere: tre «Côte de Beaune»

Prima insidia: l'AOC Côte de Beaune-Villages. Non è la stessa denominazione né lo stesso prodotto. Côte de Beaune-Villages è una denominazione di ripiego, riservata soltanto ai rossi, prodotta su sedici comuni della Côte de Beaune, dai quali sono esclusi in particolare Beaune, Pommard, Volnay e Aloxe-Corton. Serve essenzialmente a commercializzare assemblaggi di vini di più comuni, cosa che nessuna denominazione comunale permette. Viceversa l'AOC Côte de Beaune è davvero una denominazione comunale, esiste in rosso e bianco ed è limitata a lieux-dits di Beaune.

Seconda insidia: il suffisso. Alcune denominazioni villages della Côte de Beaune hanno diritto ad aggiungere «Côte de Beaune» al proprio nome: è il caso del maranges rosso, il cui disciplinare prevede espressamente questa denominazione geografica complementare. Una bottiglia etichettata «Maranges Côte de Beaune» è quindi un maranges, non un côte-de-beaune né un côte-de-beaune-villages. Tre menzioni, tre realtà: ricordare che la sola AOC Côte de Beaune si produce a Beaune e da nessun'altra parte basta a sciogliere l'essenziale.

Una denominazione nata dalla delimitazione 1936-1937

La denominazione nasce con la prima generazione delle AOC borgognone. Nel 1936 vengono istituite le due denominazioni di Beaune, che dividono il territorio della città: la parte più elevata va alla Côte de Beaune, il resto a Beaune. Il decreto di denominazione risale al 31 luglio 1937, nella stessa ondata normativa di Santenay, Côte de Beaune-Villages e della maggior parte dei villages della Côte. Era l'epoca in cui si cercava anzitutto di delimitare i nomi geografici per contrastare le frodi, anche a costo di creare denominazioni il cui nome avrebbe generato confusione per novant'anni.

Oggi la denominazione può essere seguita dal nome del climat da cui proviene il vino, come tutte le denominazioni villages della Côte. Sono censiti sette lieux-dits, dal Mont Battois alle Pierres Blanches, un nome che dice abbastanza della natura del suolo. Per l'appassionato un «Côte de Beaune» senza altro è dunque un vino di Beaune, prodotto sulle alture, in una versione più fresca e rara dei premiers crus che fanno la gloria della città.

I vitigni di Côte de Beaune

Pinot noir →vitigno dei rossi: qui dà vini rotondi e lusinghieri, strettamente imparentati con i beaune
Chardonnay →vitigno dei bianchi: oggi pesa più del pinot noir per superficie, sui suoli più calcarei della parte alta del pendio

Cru e tenute emblematiche

Climat Mont Battois (siège d'un vignoble expérimental bourguignon)Climat Les Pierres BlanchesClimat Dessus des MarconnetsClimat La Grande ChâtelaineClimat Les Topes Bizot
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Fonti: BIVB — Fiche appellation Côte de Beaune · Wikipédia — Côte-de-beaune-villages · Wikipédia — Maranges (AOC)