Una denominazione in due pezzi
Côte de Nuits-Villages è riservata a cinque comuni distribuiti in due blocchi distinti, alle estremità della Côte de Nuits. A nord, uscendo da Dijon, Fixin e Brochon; a sud, oltre Nuits-Saint-Georges, Premeaux-Prissey, Comblanchien e Corgoloin. Nessuna continuità geografica: nel mezzo si inseriscono tutti i paesi celebri della Côte, da Gevrey-Chambertin a Vosne-Romanée, dotati di proprie denominazioni comunali.
La realtà produttiva è ancora più contrastata. Fixin produce pochissimo côte-de-nuits-villages, poiché i viticoltori preferiscono rivendicare fixin; a Brochon parte del paese può vendere come gevrey-chambertin e ne approfitta. L’essenziale della denominazione si concentra quindi in pratica sui tre comuni meridionali, in particolare Corgoloin e Comblanchien. Corgoloin ha peraltro ospitato per la prima volta, poco tempo fa, la Saint-Vincent tournante, grande appuntamento annuale del vigneto borgognone.
Il terroir: calcari duri a sud, marne a nord
La geologia spiega parte del carattere della denominazione, soprattutto la dualità. Nei comuni di Comblanchien e Corgoloin sono i calcari duri giurassici a comporre le deboli pendenze; in basso compaiono limi e, localmente, marne blu. A nord, verso Fixin, i suoli sono nettamente più marnosi. Il calcare di Comblanchien, bianco crema e tanto compatto da essere sfruttato come pietra ornamentale, ha dato il nome al banco geologico che corona tutta la Côte de Nuits, da Chambolle-Musigny a Corgoloin.
L’insieme appartiene alla stessa cuesta: margine occidentale della pianura della Saône, strutturato da faglie sud-sud-ovest/nord-nord-est. Dall’alto in basso si ritrovano calcari oolitici bianchi del Bathoniano medio, pietra di Prémeaux del Bathoniano inferiore, marne del Bajociano superiore a Ostrea acuminata e calcari a entrochi. Come ovunque lungo le côtes de Nuits e de Beaune, i migliori climats sono a metà pendio: Le Clos des Langres, Les Monts de Boncourt, Les Perrières o Les Chantemerles a Corgoloin; Les Essards, Le Vaucrain o Au Clos Bardot a Comblanchien; Les Vignottes a Premeaux-Prissey; Queue de Hareng e La Croix Violette a Brochon.
Clima e conduzione della vite
Il clima è temperato con lieve tendenza continentale, inverni marcati, estati calde e temporalesche e piogge ben distribuite. Il pinot noir matura in prima epoca e accumula facilmente zuccheri per un’acidità media; lo chardonnay dei bianchi germoglia un po’ prima, esponendosi alle gelate primaverili ma conservando una bella acidità e dando vini ampi e grassi.
La conduzione non differisce da quella dei grandi vicini: guyot semplice con capo a frutto da cinque a otto gemme e sperone da una a tre, scacchiatura alla ripresa vegetativa, due o tre sollevamenti, cimature, trattamenti contro peronospora, oidio e muffa grigia e vendemmia verde sempre più diffusa. La vendemmia può essere manuale o meccanica. Le rese sono intorno a 40 hl/ha in rosso e 45 in bianco, livelli comparabili alle denominazioni comunali più prestigiose della Côte.
Lo stile dei vini e l’invecchiamento
I vini rappresentano la Côte de Nuits per colore, naso e sorso, ma con un grado minore di finezza e concentrazione: proprio questo ne fa un’ottima introduzione allo stile della Côte. Nei rossi il colore è rubino e il profilo varia fortemente secondo climat e produttore: ora fruttato (ciliegia, ribes rosso, ribes nero, fragola freschi), ora strutturato con austerità tannica e bella potenza alcolica, talvolta orientato a spezie dolci (liquirizia) o note vegetali di sottobosco e fungo.
L’affinamento in rovere, che alcuni produttori prolungano a diciotto o venti mesi, apporta note legnose e vanigliate e arrotonda i tannini, ma richiede un po’ di conservazione per integrarsi. I bianchi, molto minoritari, hanno colore oro verde e naso di fiori bianchi — biancospino, acacia — o frutti gialli e agrumi, spesso segnato dal legno; quelli con una quota di pinot blanc nello chardonnay acquistano vivacità, con una punta acidula.
Una storia di nome e gerarchia
La denominazione fu riconosciuta dapprima come «Vins fins de la Côte de Nuits», dicitura ancora presente nei testi ufficiali e in alcune vecchie etichette, prima di essere ribattezzata Côte-de-Nuits-Villages. Il doppio nome ne racconta la funzione: riunire sotto un nome collettivo i vini di comuni privi di una denominazione comunale propria o che, come Premeaux-Prissey, ne condividono una con un vicino più celebre, in questo caso Nuits-Saint-Georges.
Qui non esistono grand cru né premier cru e questo rende la denominazione economicamente accessibile: nel 2015 l’ouvrée di côte-de-nuits-villages era stimata a 6 000 euro, contro 25 000 per una comunale di Nuits-Saint-Georges e 40 000 per una di Vosne-Romanée. Molte tenute rinomate della Côte vi possiedono parcelle e vi applicano lo stesso lavoro dei propri crus: spesso qui si trovano i migliori rapporti qualità-prezzo della Côte de Nuits.
I vitigni di Côte de Nuits-Villages
I vini di Côte de Nuits-Villages su 1001caves
Schede dettagliate: la cuvée, la tenuta, la finestra di consumo e le bottiglie in vendita tra privati.
