← Torna a Monthélie sulla mappa
Borgogna · Côte de Beaune · Rosso e bianco

Monthélie — terroir, suoli e vitigni

Monthélie è il prolungamento diretto di Volnay — stesso pendio, stesso pinot noir, stessa esposizione — ma all’uscita del paese la denominazione cambia nome e con essa il prezzo. Su 123 ettari aggrappati all’ingresso della valle che risale verso Saint-Romain, tra 230 e 370 metri di altitudine, questo paese dell’entroterra della Côte produce rossi saldi e profumati che rimangono tra i migliori affari della Côte de Beaune.

All’ingresso della valle, nell’ombra di Volnay

Monthélie occupa la cerniera tra la Côte propriamente detta e l’entroterra. Il paese è addossato all’ingresso della valle che risale verso Auxey-Duresses e poi Saint-Romain, nel punto esatto in cui la linea continua dei grandi paesi della Côte de Beaune si interrompe per lasciar passare una valle. Il vigneto si distribuisce da 230 a 370 metri di altitudine, esposto a sud e a sud-est, su pendenze talvolta ripide.

Questa posizione spiega tutto della denominazione, compreso il prezzo. Le parcelle orientali di Monthélie prolungano fisicamente il pendio di Volnay: stessa pendenza, stesso orientamento, poche decine di metri di differenza. Ma il confine comunale passa lì e con esso il nome. Il vigneto copre soltanto 123 ettari, contro 213 a Volnay e 322 a Pommard: è un paese piccolo e discreto, a lungo considerato un satellite dei vicini prestigiosi.

Il terroir: calcare ghiaioso del Bathoniano e argille rosse

I suoli di Monthélie sono calcarei e ghiaiosi, sviluppati sul Bathoniano, con argille rosse e marne. È un terroir di pendio in senso stretto: la roccia è vicina, la terra sottile in alto, più argillosa e colorata dove affiorano i livelli marnosi. La valle che incide qui la Côte fa risalire gli strati e moltiplica le configurazioni su una superficie molto piccola.

Il dislivello di 140 metri tra basso e alto vigneto introduce una netta gerarchia interna. I migliori premiers crus, Sur la Velle, Les Champs Fulliots, Les Duresses, poggiano a metà pendio sul calcare ghiaioso ben drenato, nel prolungamento di Volnay; le parcelle alte, più fredde e tardive, si adattano meglio allo chardonnay, che trova la freschezza necessaria. Questa bipolarità spiega una piccola produzione di bianco, meno di quattordici ettari, insolita tra i vicini immediati.

Clima ed esposizione: la freschezza dell’entroterra

Il clima è temperato con lieve tendenza continentale, quello di tutta la Côte-d’Or. Ma l’apertura della valle modifica sensibilmente le condizioni locali: l’aria circola di più, le notti sono più fresche, la maturazione arriva un po’ più tardi che a Volnay o Pommard. Le parcelle alte, verso i 370 metri, sono decisamente più fresche della media della Côte.

Questo lieve scarto è oggi più un vantaggio che uno svantaggio. Nelle annate calde preserva acidità e profumo; dà ai rossi di Monthélie una definizione aromatica — peonia, violetta, frutti rossi aciduli — che i terroir più precoci talvolta perdono. L’esposizione da sud a sud-est compensa l’altitudine e assicura una maturazione completa nella maggior parte degli anni.

Lo stile dei vini: saldezza e profumo

Il rosso di Monthélie ha un colore rubino e un naso di piccoli frutti rossi e neri — ciliegia, ribes nero —, note floreali di peonia e violetta e un tocco di sottobosco e felce. Il sorso è saldo, finemente tannico, con una vellutatezza che arriva presto: è un vino costruito sulla struttura più che sulla potenza, più vicino alla linea di Volnay che all’ossatura di Pommard. Si serve tra 14 e 15 °C con pollame arrosto, agnello, coniglio o andouillette alla griglia e si conserva da otto a dieci anni.

Il bianco, raro, ha un colore dorato e un registro di fiori bianchi — biancospino —, mela, nocciola e vaniglia, su un sorso ampio, morbido e leggermente acidulo. Da bere tra tre e cinque anni, servito a 11-12 °C, accompagna pesci in salsa, gamberi o formaggi erborinati. È una delle espressioni meno costose dello chardonnay della Côte de Beaune.

Sedici premiers crus e un raro rapporto qualità-prezzo

Monthélie conta sedici climats classificati premier cru: Sur la Velle, Les Champs Fulliots, Les Duresses, Le Meix Bataille, Le Clos Gauthey, Le Château Gaillard, Le Cas Rougeot, Les Vignes Rondes, La Taupine, Le Clou des Chênes, Les Riottes, Les Barbières, Les Clous, Les Hauts Brins, Clos des Toisières e Le Village. Rappresentano 34,81 ettari in rosso e 1,80 in bianco, poco più di un quarto della denominazione, una quota sensibilmente inferiore a Beaune, Pommard o Volnay.

È proprio questa classificazione più modesta a rendere Monthélie interessante per l’appassionato. Il paese non ha mai avuto la notorietà dei vicini né i prezzi corrispondenti; produce però, sulle stesse formazioni bathoniane e nel prolungamento del medesimo pendio, vini di livello molto superiore alla reputazione. Il ragionamento vale anche per Auxey-Duresses, l’altro paese della valle: nell’entroterra della Côte, l’ombra dei grandi nomi funge da sconto.

Un vigneto antico riconosciuto tardi

Come ovunque sulla Côte, qui la vite precede ogni traccia scritta di denominazione. Vi si applicano le grandi date della Borgogna: il divieto del gamay a favore del pinot noir da parte di Filippo l’Ardito nel 1395, l’editto di Carlo VI che nel 1416 fissa i limiti del vino di Borgogna, poi i flagelli del XIX secolo — piralide, oidio, peronospora, fillossera — che obbligarono a ripiantare tutto con viti innestate.

La denominazione d’origine controllata monthélie è stata riconosciuta nel 1937, un anno dopo Beaune, Pommard e Volnay. Questo lieve ritardo amministrativo è rivelatore: Monthélie è sempre stata considerata un complemento delle vicine e una parte della produzione poteva essere commercializzata come côte-de-beaune-villages. La crescita qualitativa del paese, guidata da una nuova generazione di viticoltori, è uno dei movimenti più netti della Côte de Beaune dagli anni 2000.

I vitigni di Monthélie

Pinot noir →vitigno dei rossi — 109 dei 123 ettari della denominazione — Circa l’89 % della superficie
Chardonnay →vitigno dei bianchi, minoritario (meno di 14 ha), soprattutto nelle parti alte calcaree — Circa l’11 % della superficie

I vini di Monthélie su 1001caves

Schede dettagliate: la cuvée, la tenuta, la finestra di consumo e le bottiglie in vendita tra privati.

Baptiste Guyot - Monthelie 2021Monthelie→

Cru e tenute emblematiche

Monthélie 1er cru Sur la VelleMonthélie 1er cru Les Champs FulliotsMonthélie 1er cru Les DuressesMonthélie 1er cru Le Meix BatailleMonthélie 1er cru Le Clos GautheyMonthélie 1er cru Le Château Gaillard
Acquista un Monthélie →
Fonti: Wikipédia — Monthelie (AOC) · Wikipédia — Vignoble de la côte de Beaune