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Borgogna · Côte de Beaune · Bianco secco (pochi rossi limitatissimi)

Puligny-Montrachet — terroir, suoli e vitigni

Puligny-Montrachet è il vertice mondiale dello chardonnay e il villaggio lo sa dal 1878, anno in cui ha aggiunto al proprio nome quello del suo cru più famoso. Quasi metà delle sue vigne è classificata premier cru e quattro grands crus si dividono la parte alta del pendio. Un dettaglio dice tutto del terroir: sotto le case la falda affiora e impedisce cantine profonde; qui l'acqua non è mai lontana, ma la vite è piantata sulla pietra.

Un paese tra Meursault e Chassagne

L'area della denominazione occupa la metà occidentale del comune di Puligny-Montrachet, in Côte-d'Or, sulla route des Grands Crus. Meursault la delimita a nord, Chassagne-Montrachet a sud e Saint-Aubin si insinua in una piccola valle a ovest, mentre la frazione di Blagny occupa la parte alta del pendio, al confine con Meursault. Il versante è orientato a sud-est, la migliore esposizione della costa, e scende dai 429 m della Roche Dumay fino ai 201 m verso Ébaty.

Il comune produce molto altro oltre al puligny-montrachet: montrachet, chevalier-montrachet, bâtard-montrachet e bienvenues-bâtard-montrachet in alto, blagny rosso, condiviso con Meursault, sul pendio superiore e bourgogne côte-d'or in basso, sui terreni quasi pianeggianti che costeggiano la D974 e la ferrovia. L'area comunale della denominazione si ferma invece all'altezza del villaggio: lì i suoli diventano troppo umidi.

Il terroir: scala dal Bathoniano all’Oxfordiano

Il pendio di Puligny si legge come una sezione. In cima, sotto i boschi, affiorano i calcari bianchi e beige detti di Fontaines, dell'Oxfordiano superiore e del Kimmeridgiano inferiore. Appena sotto vengono le marne beige di Chagny, le marne argoviane dette anche di Pommard, dell'Oxfordiano medio, che sostengono i climats Trézin e Sous le Puits, affiancate da una stretta fascia di oolite ferruginosa rossastra che attraversa il climat La Garenne. Il pendio di Blagny poggia poi sulla «dalle nacrée», calcare rossiccio del Calloviano inferiore, quindi sui calcari ghiaiosi e sulle marne a Digonella divionensis del Batoniano superiore.

Il Mont-Rachet stesso è un horst, un rilievo stretto fra due faglie, formato dall'affioramento di un calcare chiaro e compatto con dolomia del Batoniano superiore, un tempo sfruttato in cave. Più in basso, su Chevalier-Montrachet e sulla parte alta delle Folatières, si trovano marne grigio-chiare del Batoniano medio; ancora più in basso, l'oolite bianca dei calcari di Chassagne, del Batoniano inferiore, allinea Montrachet, Les Pucelles, Clavoillon e Les Combettes. Le parti alte dei versanti danno rendosuoli ipercalcarei, pietrosi e drenanti; i climats della denominazione comunale, più in basso, poggiano su suoli bruni calcici spessi e nettamente più argillosi, ricoperti di colluvi: a Corpeau, ai piedi della costa, la roccia madre riappare soltanto a 22,5 m di profondità.

Una falda affiorante: il paese senza cantine

La particolarità più eloquente di Puligny risiede in ciò che non si vede. Il villaggio poggia su una falda così alta da impedire lo scavo di cantine profonde e fresche come quelle dei comuni vicini. Lo ricorda lo stesso toponimo: accanto all'ipotesi germanica di un uomo chiamato Puolo, un'altra lettura fa derivare Puligny da «pol», la palude, in ricordo delle sorgenti di Voëtte e dell'abbeveratoio nella parte bassa del pendio, oggi captate.

Non è un aneddoto da guida: l'area della denominazione evita deliberatamente gli immediati dintorni del villaggio a causa di questa umidità e la parte situata a sud poggia sul conoide di deiezione che sbocca dalla valle di Saint-Aubin. In assenza di cantine interrate, i vini sono stati a lungo affinati in condizioni più temperate e per periodi più brevi: un vincolo che oggi i produttori aggirano con locali di vinificazione fuori terra o cantine costruite altrove.

Clima oceanico-continentale e riscaldamento misurato

Il clima è quello della Borgogna viticola: temperato oceanico a lieve tendenza continentale, con piogge frequenti in ogni stagione, massime in autunno e minime in estate, inverni freddi e nevosi, estati calde e talvolta temporalesche. Lo chardonnay germoglia un poco prima del pinot noir, esponendosi alle gelate primaverili, ma accumula zucchero conservando acidità: da qui questi bianchi insieme potenti ed equilibrati.

Le rilevazioni delle stazioni di Savigny-lès-Beaune (220 m) e La Rochepot (410 m) mostrano temperature in netto aumento dal 1988, con vendemmie anticipate di una dozzina di giorni. La canicola del 2003 aveva fatto proclamare il bando della vendemmia nella Côte de Beaune con un mese di anticipo, una precocità senza equivalenti negli archivi dal 1420 e dal 1523. La Côte de Beaune presenta ormai caratteristiche termiche di tipo submediterraneo, mentre l'arrière-côte ritrova il vecchio clima della costa.

Lo stile dei vini: la tensione dello chardonnay

Il puligny-montrachet bianco si presenta con un colore dorato e brillante dai riflessi verdi. Il naso gioca sui fiori bianchi, biancospino e acacia, e sui frutti gialli, con nocciola, mandorla e miele, prolungati da note legnose e vanigliate quando l'affinamento avviene in botte. La vinificazione segue il canone borgognone: pressatura pneumatica, decantazione del mosto, fermentazione in pièces da 228 litri, affinamento sui lieviti con bâtonnage; l'equilibrio dell'affinamento è tutta l'arte del viticoltore: troppo breve il vino rimane magro, troppo lungo perde freschezza.

A tavola è un vino da grande cucina: pollame in salsa, astice e aragosta, pesce anche alla griglia, jambon persillé, formaggi di capra, comté e beaufort. Si serve fra 11 e 13 °C e si conserva da 8 a 10 anni, più a lungo per i premiers crus delle migliori annate. I rossi, divenuti marginali, con 0,36 ha rivendicati, offrono colore rubino, aromi di frutti rossi e neri e un palato carnoso, da bere entro sei-otto anni.

Storia, climats e gerarchia

La parrocchia di «Pulyniacus» compare nel cartulario di Cluny dopo la donazione della chiesa nel 1094 e il Montrachet è menzionato fin dal 1252 nella forma «mont Rachaz». Nel 1728 l'abate Claude Arnoux elogia già «il vino bianco più curioso e delizioso di Francia», prodotto su questo «piccolo terroir fra Chassagne e Puligny». Eppure a metà del XIX secolo Puligny produce soprattutto rosso ordinario di gamay: è gradualmente che lo chardonnay conquista la quasi totalità del vigneto comunale. Nel 1878, imitando Gevrey (1847), il villaggio aggiunge al proprio nome quello del suo cru; Chassagne seguirà nel 1879.

Una causa intentata da otto négociants e proprietari del Montrachet, guidata da Julien Bouchard, conduce nel 1921 a una sentenza che delimita il cru e vieta di usurparne il nome. Riprendendo questa delimitazione, i decreti del 1937 creano le denominazioni puligny-montrachet, montrachet, chevalier-montrachet, bâtard-montrachet e blagny; bienvenues-bâtard-montrachet otterrà la propria più tardi. Oggi diciassette climats sono classificati premiers crus; quelli di Blagny, Hameau de Blagny, La Garenne e Sous le Puits, hanno la singolarità di poter produrre soltanto puligny-montrachet bianco o blagny rosso. Nel comune Chevalier-Montrachet (7 ha 58 a 89 ca) e Bienvenues-Bâtard-Montrachet (3 ha 68 a 60 ca) sono grands crus interamente propri, mentre Montrachet e Bâtard-Montrachet sono condivisi con Chassagne-Montrachet.

I vitigni di Puligny-Montrachet

Chardonnay →vitigno principe, la totalità o quasi del vigneto: bianchi da invecchiamento, ampi e tesi
Pinot noir →vitigno principale dei rossi, ridotto a pochi appezzamenti verso la frazione di Blagny
Pinot blanc, pinot gris →vitigni accessori autorizzati dal disciplinare, quasi assenti nella pratica

I vini di Puligny-Montrachet su 1001caves

Schede dettagliate: la cuvée, la tenuta, la finestra di consumo e le bottiglie in vendita tra privati.

Henri Prudhon & Fils - Puligny-Montrachet Les Enseignères 2023Puligny-Montrachet→Jean-Marie Bouzereau - Les Folatières 20141er Cru · Puligny-Montrachet 1er Cru→Vincent Girardin - Puligny-Montrachet 1er Cru, Champ-Gain, 20181er Cru · Puligny-Montrachet 1er Cru→

Cru e tenute emblematiche

Grand cru Chevalier-MontrachetGrand cru Bienvenues-Bâtard-Montrachet1er cru Le Cailleret1er cru Les Pucelles1er cru Les Folatières1er cru Les Combettes1er cru Clavoillon1er cru Les DemoisellesDomaine Leflaive, Domaine Jean Chartron, François Carillon, Château de Puligny-Montrachet
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Fonti: Wikipédia — Puligny-montrachet (AOC) · INAO — Puligny-Montrachet premier cru blanc (17 climats classés premier cru, grands crus de la commune, décret n° 2011-1298 du 12 octobre 2011)