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Borgogna · Côte de Beaune · Rosso e bianco

Aloxe-Corton — terroir, suoli e vitigni

Aloxe-Corton è il cuore storico della collina di Corton e l'unico dei tre villaggi che la condividono ad aver ottenuto il diritto di aggiungere al proprio nome quello del grand cru. Il villaggio, che si pronuncia «Alosse», è il punto di svolta della Côte de Beaune: qui il pinot noir dà i rossi più scuri e strutturati del settore, su 122 ettari quasi interamente dedicati al rosso, ai piedi dei grands crus corton, corton-charlemagne e charlemagne.

Aloxe, il paese ai piedi del cru

L'area dell'aloxe-corton si sviluppa in Côte-d'Or, appena a nord di Beaune, in tre comuni confinanti: naturalmente Aloxe-Corton, ma anche Ladoix-Serrigny e Pernand-Vergelesses. È una configurazione tipicamente borgognona, dove la denominazione segue il terroir e non i limiti amministrativi. Il vigneto occupa i pendii fra 200 e 300 metri di altitudine, ai piedi e sui fianchi della collina di Corton.

Il nome dice tutto di questa gerarchia. «Aloxe», pronunciato «Alosse», come Auxerre o Bruxelles, è l'antico nome del villaggio; «Corton» è quello della collina, i cui migliori pendii ospitano i grands crus corton, corton-charlemagne e charlemagne. Il villaggio ha ottenuto di aggiungere il nome del cru al proprio, privilegio negato ai vicini: nel 1923 la richiesta di Serrigny di diventare «Ladoix-Corton» fu respinta, aprendo una lunga battaglia giudiziaria che il sindacato del Corton, presieduto da Louis Latour, finì per vincere. Aloxe è così rimasto il cuore storico e simbolico della collina.

Il terroir: noduli silicei e calcari con selce

Il suolo di Aloxe-Corton è subito riconoscibile: bruno rossastro, carico di noduli silicei e detriti di calcari a selce. Questa tinta ferruginosa e l'abbondanza di pietre silicee distinguono il settore dai suoli più puramente calcarei o marnosi del resto della Côte de Beaune e spiegano in buona parte il colore intenso e la struttura tannica dei vini. Secondo i luoghi si passa da suoli decisamente pietrosi a terreni argillosi o marnosi, dando a ciascun climat una firma propria.

La collina di Corton è essa stessa un massiccio giurassico i cui strati oxfordiani dominano il paesaggio. Il grand cru corton, il più vasto della Côte de Beaune con 100,60 ettari, vi si distribuisce fra 250 e 330 metri, esposto da sud-est a sud-ovest, su suoli di pendenza dolce, rossastri e pietrosi, bruni calcarei, ricchi di marne ad alto tenore di potassio. La denominazione comunale aloxe-corton occupa i livelli immediatamente inferiori, dove i colluvi scesi dalla collina si fanno più spessi: la stessa roccia madre, ma un profilo di suolo più profondo e argilloso, che dà vini un poco più rustici, spesso più generosi nella giovinezza.

Clima ed esposizione: un semicerchio al sole

Il clima è temperato a lieve tendenza continentale: piogge distribuite durante tutto l'anno, inverni marcati, estati calde e talvolta temporalesche. La stazione regionale di riferimento a Digione (316 metri) serve da riferimento climatologico per l'intero settore. Come ovunque in Côte-d'Or, pinot noir e chardonnay maturano in prima epoca e le vendemmie si sono anticipate: durante la canicola del 2003 alcuni domaines hanno iniziato a raccogliere già a metà agosto, una precocità che secondo gli archivi non si vedeva dal 1422 e dal 1865.

L'originalità di Aloxe sta nella geometria della collina. Diversamente dalla costa, lineare e orientata a est, Corton forma un rilievo i cui fianchi descrivono un ampio arco di cerchio: i pendii di Aloxe guardano a sud-est e poi a sud-ovest, catturando il sole del mattino come quello del pomeriggio. È questa esposizione generosa, unita all'altitudine moderata e alla pendenza dolce, a permettere al pinot noir di raggiungere qui maturità e concentrazione superiori a quelle dei villaggi vicini.

Lo stile dei vini: i rossi più scuri della Côte

Aloxe-Corton è una denominazione di rosso: su circa 122 ettari, 116 sono piantati a pinot noir e appena 1,7 ettari a chardonnay. La produzione lo testimonia: 4 991 ettolitri di rosso, di cui 1 513 hl premier cru, contro soltanto 63 ettolitri di bianco. Sulla collina il bianco appartiene ai grands crus corton-charlemagne e charlemagne e il villaggio lascia loro spazio.

Questi rossi hanno un colore nettamente più scuro di quello delle denominazioni vicine: rubino intenso, talvolta granato. Naso e palato sono dominati dai frutti rossi e neri, in un profilo robusto e strutturato, dove l'ossatura tannica si sente subito. È un vino che ha bisogno di tempo per fondersi: si conserva generalmente da cinque a quindici anni e si serve fra 15 e 17 °C. L'affinamento, da dodici a ventiquattro mesi in botte, vi svolge un ruolo importante.

Quindici premiers crus sui lati della collina

I climats classificati premiers crus si distribuiscono fra due comuni. Ad Aloxe-Corton: Les Valozières, Les Paulands, Les Maréchaudes, Clos des Maréchaudes (parte del lieu-dit Les Maréchaudes), Les Chaillots, Les Fournières, Clos du Chapitre (parte del lieu-dit Les Meix), Les Guérets e Les Vercots. A Ladoix-Serrigny: Clos des Maréchaudes, La Maréchaude, Les Petites Folières, Les Moutottes, La Coutière e La Toppe au Vert. Insieme coprono 37,60 ettari, quasi un terzo della denominazione, una proporzione elevata per un village della Côte de Beaune.

Questi premiers crus sono quasi tutti addossati al grand cru: occupano la fascia immediatamente inferiore al corton, dove la pendenza si addolcisce. Les Maréchaudes, Les Fournières o Les Valozières figurano fra i più ricercati. La vicinanza è talvolta così stretta che uno stesso lieu-dit può essere classificato grand cru nella parte alta e premier cru più in basso: il paesaggio borgognone in tutta la sua precisione.

La collina di Corton: una leggenda, tre AOC

Nessuna collina borgognona porta tanta mitologia. La tradizione vuole che nel 775 l'imperatore Carlo Magno abbia donato un appezzamento di vigna di circa settanta ouvrées situato nel territorio di Curtis Othoni, possibile origine del toponimo Corton, formato sull'antica parola cort, «corte di fattoria, proprietà rurale». Il nome del luogo è attestato fin dal 1212 nella forma Vineae de Cortun. I grands crus corton-charlemagne e charlemagne ne conservano la memoria.

Oggi la collina ospita tre denominazioni grand cru: corton, rosso e bianco, il più vasto della Côte de Beaune con 100,60 ettari di cui 98 rossi, corton-charlemagne e charlemagne, entrambi bianchi; a queste si aggiunge la denominazione comunale aloxe-corton con i suoi premiers crus. Il grand cru corton si suddivide a sua volta in una trentina di climats, Le Clos du Roi, Les Bressandes, Les Renardes, Les Perrières, Les Pougets, Les Languettes, La Vigne au Saint e altri, molti dei quali si trovano nel territorio di Aloxe-Corton. Comprendere Aloxe significa quindi comprendere l'articolazione fra un villaggio, una collina e una sovrapposizione di denominazioni che traggono tutte il proprio nome dalla stessa sommità.

I vitigni di Aloxe-Corton

Pinot noir →vitigno principale e in pratica unico dei rossi — vini colorati, robusti e strutturati — 116,08 ha su circa 122
Chardonnay →principale dei rari bianchi village; sulla collina riservato ai grands crus corton-charlemagne e charlemagne — 1,7 ha
Pinot blanc & pinot gris →vitigni accessori autorizzati, marginali nei fatti

I vini di Aloxe-Corton su 1001caves

Schede dettagliate: la cuvée, la tenuta, la finestra di consumo e le bottiglie in vendita tra privati.

Bouchard Père & Fils - Aloxe-Corton 2014Aloxe-Corton→Charles Lachaux - Aloxe-Corton 1er Cru Aux Valozières 20211er Cru · Aloxe-Corton 1er Cru→Maison François Martenot - Aloxe-Corton, Reine Pédauque 2001Aloxe-Corton→

Cru e tenute emblematiche

Aloxe-Corton 1er cru Les ValozièresAloxe-Corton 1er cru Les FournièresAloxe-Corton 1er cru Les MaréchaudesAloxe-Corton 1er cru Clos du ChapitreAloxe-Corton 1er cru Les VercotsGrand cru Corton Clos du Roi (climat voisin, AOC distincte)Grand cru Corton Les Bressandes (climat voisin, AOC distincte)Grand cru Corton-Charlemagne (AOC distincte)
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Fonti: Wikipédia — Aloxe-corton (AOC) · Wikipédia — Corton (AOC) · Wikipédia — Ladoix (AOC)