Una denominazione del nord della Côte de Nuits
Fixin si trova una decina di chilometri a sud di Dijon, sulla route des Grands Crus, tra Marsannay e Gevrey-Chambertin. La denominazione copre parte del comune di Fixin e si estende su Brochon, dove prosegue in particolare il climat del Clos de la Perrière. È una delle più settentrionali della Côte de Nuits e una delle meno diffuse: un centinaio di ettari in produzione, contro oltre quattrocento a Gevrey appena a sud.
Queste dimensioni modeste spiegano in parte la discrezione commerciale. Una parte del raccolto può essere rivendicata come Côte de Nuits-Villages, di cui Fixin è uno dei cinque comuni, anche se in pratica i viticoltori preferiscono quasi sempre la denominazione comunale, più valorizzante. Il vigneto ha ottenuto l’AOC con il decreto dell’8 dicembre 1936, tra i primissimi della Côte.
Il terroir: un compartimento sollevato che fa risalire il Lias
Il fronte della Côte presenta qui circa 150 metri di dislivello, tra gli altopiani delle Hautes Côtes a ovest (400-500 m) e la pianura della Bresse a est (circa 250 m). È costituito da una serie di calcari e marne del Giurassico medio, la cui ossatura è il calcare di Comblanchien, particolarmente compatto. I premiers crus si trovano tra 350 e 380 metri di altitudine, esposti a est e sud-est, su suoli bruni calcarei abbastanza omogenei, talvolta addolciti da sfumature più marnose, agli Hervelets in particolare.
La particolarità geologica di Fixin è altrove. Un’intensa fratturazione parallela al rilievo ha ritagliato tra Fixin e Brochon un piccolo compartimento tettonicamente sollevato che fa affiorare in basso sul versante marne del Lias, cioè del Giurassico inferiore, uno stadio altrove sepolto sotto la Côte. Questi suoli pedemontani, più profondi e argillosi, danno vini sensibilmente più carnosi di quelli del pendio vero e proprio. Più sopra i calcari del Bajociano erano un tempo sfruttati in cave: da una di esse il climat La Perrière prende il nome.
Clima ed esposizione
Il clima della Côte de Nuits è oceanico fresco con lieve tendenza continentale: circa 750 millimetri di precipitazioni annue, temperatura media annua intorno ai 10,5 °C. Gli inverni sono freddi, le primavere umide e soggette a gelo, le estati soleggiate. È un clima di limite settentrionale per il pinot noir, che raggiunge maturità soltanto con una buona esposizione.
Da qui l’importanza decisiva del pendio. Orientate a est e sud-est, le parcelle di Fixin catturano il sole mattutino, che asciuga rapidamente la rugiada e limita le malattie crittogamiche. Le valli che incidono il rilievo sono qui estremamente incassate e rocciose: troppo fredde e ripide, sono escluse dalla zona parcellare. I suoli del versante, poco evoluti, carbonatati, sottili e molto drenanti, impongono alla vite uno stress idrico che concentra gli acini.
Lo stile dei vini e l’invecchiamento
Il fixin rosso è rinomato per densità e schiettezza. Il pinot noir dà vini colorati, sostenuti da aromi di ribes nero, mora e ciliegia, con un’ossatura tannica più salda della media della Côte: un carattere talvolta definito rustico in gioventù, ma che si integra mirabilmente. La geologia si legge nel bicchiere: vini più strutturati e minerali sui suoli sottili del pendio, più carnosi sulle marne del Lias ai suoi piedi.
L’affinamento avviene perlopiù in botte, per dodici-ventiquattro mesi secondo le tenute. Le cuvée village si bevono bene tra cinque e dieci anni; i premiers crus delle grandi annate richiedono volentieri dieci-quindici anni per aprirsi pienamente. I bianchi, di produzione limitatissima — meno di sei ettari —, giocano sull’ampiezza e sulla grassezza dello chardonnay più che sulla tensione.
Sei climats, altrettanti clos storici
La lista dei premiers crus di Fixin è stata riconosciuta nel 1943 sulla base della classificazione del 1860 del Comité de viticulture dell’arrondissement di Beaune. Conta soltanto sei climats: Clos de la Perrière, Clos Napoléon, Clos du Chapitre, Les Meix Bas, Arvelets e Hervelets. Il Clos de la Perrière è un’antica proprietà dell’abbazia di Cîteaux, attestata dal 1177, venduta nel 1622 alla famiglia parlamentare di Dijon Bouhier; nel 1816 Jullien lo classificava nella Topographie de tous les vignobles connus in prima classe, alla pari dei maggiori crus della Borgogna. Il Clos du Chapitre conserva invece il ricordo della signoria del Capitolo di Langres.
Il Clos Napoléon è un caso esemplare di monopole pazientemente ricostituito. Il climat corrisponde al lieu-dit catastale Aux Cheusots, che nel 1828 contava sedici parcelle per dodici proprietari. Il nome è una creazione di Claude Noisot, veterano e comandante di Napoleone I stabilitosi a Fixin: fu lui a far erigere nel parco vicino il Napoléon s’éveillant à l’immortalité di François Rude. Noisot morì nel 1861 senza aver completato la riunione delle parcelle; bisognerà attendere il 1955 e Pierre Gélin perché tutto torni a un unico proprietario. Il Clos de la Perrière è invece gestito da lungo tempo dalla famiglia Joliet, che lo ha acquistato nel 1853.
I vitigni di Fixin
I vini di Fixin su 1001caves
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