La culla del vino di Bordeaux
La regione delle Graves si estende a sud di Bordeaux, su una fascia lunga una cinquantina di chilometri delimitata a est dalla Garonna, dalla periferia bordolese fino a Langon. È il vigneto più antico del Bordolese: è qui, a Haut-Brion, che nacque nel XVII secolo il concetto di grande vino di château, ben prima del Médoc.
Dal 1987, la sua parte settentrionale e più prestigiosa forma l'appellazione Pessac-Léognan; l'appellazione Graves copre il resto, da Portets a Langon, e produce tanto il rosso quanto il bianco secco.
Il terroir: il suolo che ha dato il nome
Il nome deriva dal suolo stesso: le «graves» (dal guascone gravas) sono depositi di ghiaie e ciottoli misti a sabbia e argilla, trasportati dalla Garonna e depositati in terrazze nel corso delle glaciazioni. Questi suoli poveri e ben drenati obbligano la vite ad attingere in profondità; di giorno, i ciottoli immagazzinano il calore che restituiscono di notte, favorendo una bella maturazione.
Rossi e bianchi, due volti
In rosso, l'uvaggio di merlot e cabernet sauvignon (con un po' di malbec e petit verdot) dà vini dal colore rubino, di razza ed eleganti. In bianco secco, il sémillon e il sauvignon compongono vini molto aromatici, vivaci e profumati. È questa dualità rosso/bianco a fare la firma delle Graves.
Il classement dei cru delle Graves, stabilito nel 1953 e completato nel 1959, ha distinto sedici cru in rosso e/o in bianco; oggi appartengono tutti all'appellazione Pessac-Léognan, essendo Château Haut-Brion l'unico Graves ammesso già nel 1855.
