Chenin
Camaleonte della Valle della Loira, lo chenin è il vitigno bianco più versatile che esista: secco, semisecco, amabile, dolce o spumante. La sua acidità vibrante gli conferisce una longevità fuori dal comune, dal Vouvray al grande dolce del Layon.
Il profilo aromatico
Giovane e secco, lo chenin gioca su mela verde, mela cotogna, pera e fiori bianchi, su una bocca vivace e minerale (pietra focaia). Nella versione amabile o dolce, si arricchisce di miele, frutta candita, albicocca secca e cera d'api. La sua firma, in ogni caso, è un'acidità franca che tiene dritto il vino.
La struttura e il terroir
È proprio questa acidità elevata a fare la magia dello chenin: equilibra lo zucchero dei dolci e assicura ai secchi una sorprendente capacità di invecchiamento. Sensibile alla muffa nobile, dà i grandi dolci del Layon, di Quarts de Chaume e di Bonnezeaux; sul tuffeau di Vouvray o gli scisti di Savennières, firma secchi di razza e tesi.
A tavola e nel mondo
I secchi accompagnano pesci, frutti di mare e pollame alla panna; gli amabili e i dolci esaltano il foie gras, i formaggi erborinati e i dessert alla frutta. Fuori dalla Francia, lo chenin è la star del Sudafrica, dove è il vitigno bianco più piantato.
Riferimenti
Dove degustare il Chenin?
Questo vitigno entra nell'uvaggio di queste denominazioni:
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